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A Night In Italy, Concert on October 11 2025

Springfield Symphony Orchestra
A Night In Italy: Verdi, Respighi, & Rota
October 11, 2025 | 7:30pm
Springfield Symphony Hall

Season Supporters

MassMutual
Mass Cultural Council
Flowers, Flowers!
Marriott Springfield Downtown
Sheraton
The Republican | MassLive
New England Public Media
Falcetti Pianos

Program

Giuseppe Verdi
La Forza del Destino: Overture

Ottorino Respighi
Ancient Airs and Dances: Suite III

Nino Rita
The Godfather Orchestral Suite

INTERMISSION

Gian Carlo Menotti
3 Movements from Sebastian: Suite

Ottorino Respighi
Pines of Rome

Program Notes

Welcome to the inaugural concert of our 2025/2026 season. Tonight’s program grew from a conversation between Maestra Chen and Mayor Sarno about celebrating Italian heritage on our stage, not only through opera, but through the full symphonic palette. Italy’s legacy comes alive tonight in four vivid scenes: Verdi’s theatrical thunder, Respighi’s time-traveling elegance and cityscapes, and Nino Rota’s indelible cinema. It is, in Maestra Chen’s words, a chance to “celebrate what a symphony orchestra can sound like,” and to begin the season with a glorious, edge-of-your-seat bang.

We open with Giuseppe Verdi’s Overture to La forza del destino (1869), a miniature drama forged from the opera’s central ideas. Listen first for the “Fate” motto, three grave, unyielding chords hammered on a single pitch in brass and bassoons, answered by agitated strings and, later, a long, yearning melody that seems to plead for peace. Verdi juxtaposes these motives as if staging a wordless tragedy: tension surges, tenderness blossoms, and the overture hurtles forward with operatic fervor.

Ottorino Respighi’s Ancient Airs and Dances: Suite III (1932) turns to Italy’s Renaissance past and dresses it to suit the modern orchestra. Based on 16th–17th-century lute and guitar pieces, its four movements sing and sway with courtly grace: the poised “Italiana,” a mosaic of arie di corte, a lilting “Siciliana,” and a noble “Passacaglia” that builds variation upon variation over a repeating bass. Scored for strings alone, Suite III lets our string family speak with warmth and clarity, and makes a perfect showcase for members of the Springfield Symphony Youth Orchestras. Maestra Chen, herself a onetime youth-orchestra violinist who found her calling on the podium early, is passionate about giving young musicians a place in the sound and the story; tonight, they help carry that legacy forward.

Respighi returns in Pines of Rome (1924), the middle panel of his Roman triptych. Each movement places those iconic trees in a different light. In “The Pines of the Villa Borghese,” children whirl and play, piccolo trills, bright brass, and rapid figurations flicker like sunlight. “Pines Near a Catacomb” descends into shadow: chant-like lines and organ-deep sonorities evoke a solemn procession. “The Pines of the Janiculum” becomes night music, solo clarinet and piano shimmer under a full moon while a recorded nightingale (Respighi’s then-daring touch of “audio realism”) sings. At dawn on “The Appian Way,” a distant, steady tread grows into a martial crescendo as ancient legions seem to materialize from the mist, brass choirs blazing, an “army of sounds” onstage and offstage that envelops the hall.

We conclude with Nino Rota’s suite from The Godfather, featuring concert snapshots from his scores to Coppola’s films. Rota’s gift is melodic character: the melancholy “Godfather Waltz” (trumpet over a gently turning waltz) suggests power and solitude; the famous “Love Theme” blooms with lyrical, Sicilian warmth. Rather than narrating the plot, these leitmotifs trace identity, memory, and fate. 

Whether you are a first-time guest or a longtime friend, welcome. Come with open ears; let the orchestra take your hand and enjoy this trip to Italy.

Program Notes (Italian)

Verdi, La forza del destino: Overture: 

Nel 1861 Giuseppe Verdi era all’apice della sua popolarità. Il suo nome era associato al Risorgimento dell’anno precedente, Verdi è stato eletto al primo parlamento dell’Italia unita, e l’espressione “Viva Verdi” si riferiva al compositore e al nuovo Re d’Italia (VERDI è un acronimo per Vittorio Emanuele Re D‘Italia). Quando il Teatro Bolshoi a San Pietroburgo commissionò una nuova opera, senza limitazioni sul soggetto, il compositore aveva già composto più di 20 opere, 15 canzoni e cicli di canzoni, un paio di pezzi per coro e una manciata di pezzi strumentali. Ha deciso di basare la sua opera sull’opera teatrale Don Alvaro, o La Fuerza del sino del drammaturgo Angel de Saavedra, duca di Rivas. Il libretto è stato scritto da Francesco Maria Piave, frequente collaboratore di Verdi che aveva già lavorato con il compositore a 9 opere. Piave, piuttosto di affidarsi esclusivamente all’opera teatrale originale, ha incluso alcune scene tratte da Wallensteins Lager di Friedrich Schiller nella traduzione di Andrea Maffei (un altro librettista di Verdi). L’opera è stata rappresentata per la prima volta il 10 novembre 1862 a San Pietroburgo.

La trama, ambientata nella metà del diciottesimo secolo, è tipica per un’opera di Verdi, con amori impossibili, identità nascoste, duelli e morte. Leonora ama Don Alvaro, ma la famiglia di lei non lo approva. Quando gli amanti tentano di fuggire insieme, il padre di Leonora interrompe e viene accidentalmente colpito da un colpo di pistola durante il conseguente scontro. Gli amanti si separano, ma Carlo, il fratello di Leonora, giura vendetta su entrambi. Il destino infine li raggiunge, Alvaro uccide Carlo in un duello e Carlo, morente, pugnala Leonora. 

Nella versione originale, l’opera ha cominciato con un preludio conciso, ma Verdi lo ampliò in una revisione del 1869. La nuova sinfonia include una serie di melodie tratte dall’opera, arrangiate in modo da raccontare una storia. Il primo tema che ascoltiamo è il motivo del destino nell’opera. Suonato dagli ottoni e dai fagotti, questo motivo è inquietante, pesante e ha un’aria di presentimento. Verdi non è l’unico compositore ad aver scritto un tema per il destino. Il motivo più famoso è forse quello di Beethoven. Ma il motivo di Beethoven scende, mentre quello di Verdi rimane sulla stessa nota. La mobilità del motivo di Beethoven suggerisce che il destino, per Beethoven, è qualcosa su cui trionfare, ma è inevitabile per Verdi. Il prossimo tema è anche associato al destino, in particolare quello di Leonora. Questo motivo è più agitato e rappresenta il destino tragico del soprano. Il motivo ricorre in ogni atto in cui è presente Leonora, proseguendo per tutta l’opera. 

I temi successivi vengono presentati per la prima volta accompagnati dal motivo del destino di Leonora. Il primo viene dal confronto tra Alvaro e Carlo nel quarto atto. Il prossimo è una preghiera che Leonora canta quando implora Dio di avere pietà e gli chiede di non abbandonarla. Un po’ dopo, nel finale dell’atto, il tema appare sul violino solista, dove si alterna con l’organo, sottolineando ulteriormente le connotazioni religiose della melodia.

La penultima melodia nella sinfonia è presentata sul clarinetto, una melodia più ottimista. Poi un breve corale degli ottoni si alterna con il tema del destino di Leonora, l’ultima melodia nuova di questa sinfonia. Il resto della sinfonia consiste nello sviluppo dei temi, soprattutto il tema del destino di Leonora. Una coda conclude la sinfonia in un clima gioioso—la sinfonia finisce in un modo molto più felice rispetto all’opera stessa.


Respighi, Ancient Airs and Dances: Suite III:

La musica del compositore italiano Ottorino Respighi presenta due aspetti distinti: la musica moderna e la musica antica. Nella prima categoria rientrano pezzi come la sua famosa Trilogia Romana, che utilizzano tecniche di composizione moderna, quali orchestrazione densa, armonia cromatica, colore orchestrale e persino suoni registrati. Nella categoria successiva rientra il suo interesse per la musica del passato. Respighi aveva per tutta la vita un grande interesse per la musicologia ed era particolarmente attratto dalle raccolte di brani per liuto e viola da gamba del diciassettesimo e diciottesimo secolo. Si basa su opere con quelle che ha scritto tre suite per orchestra tra 1917 e 1932, le Antiche danze et arie per liuto. La prima, dal 1917, è basata su brani per liuto di Simone Molinaro, Vincenzo Galilei e altri, e la seconda, dal 1923, comprende arrangiamenti di brani per liuto, liuto ad arco e viola da gamba di Fabrizio Caroso, Jean-Baptiste Besard, Bernardo Gianoncelli e altri. La terza è dal 1932, ed è l’unica scritta solo per archi. La suite è composta da quattro movimenti: Italiana, Arie di corte, Siciliana e Passacaglia. 

Il primo movimento è una melodia lenta in un presunto stile “italiano.” La melodia stessa proviene da una canzone anonima del sedicesimo secolo. Il brano è scritto in forma ternaria. Nella sezione A, i primi violini suonano la melodia, accompagnati dai secondi violini, dalle viole e dai violoncelli. Ascoltare in particolare i violoncelli che suonano pizzicato imitando il liuto. Questa sezione si ripete prima di passare alla sezione centrale. I bassi si uniscono, suonando principalmente una nota sola, e i violoncelli suonano arco. Nella seconda metà della melodia, le viole e i violoncelli alternano frasi pizzicate, evocando ancora il suono di un liuto. La sezione centrale si ripete, poi c’è una ripetizione della prima sezione.

Il terzo movimento, Siciliana, è una spagnoletta, un tipo di danza, di un compositore anonimo del diciassettesimo secolo. Questo movimento è caratterizzato da un ritmo puntato che si ripete per tutta la durata del movimento, evidente fin dalle prime battute. Il movimento è in forma binaria, con una ripetizione variata delle due sezioni. La seconda sezione manca il ritmo puntato per le prime battute. Nella ripetizione, entrambe le sezioni sono più attive e drammatiche. Alla fine della sezione, una lunga nota funziona come una transizione per tornare alla prima sezione, questa volta con un’eco nella viola. Una breve coda frammenta la frase discendente alla fine della melodia.


Rota, The Godfather Suite:

Compositore prolifico Nino Rota ha una produzione impressionante: più di 150 film, oltre a balletti, opere, sinfonie e altri brani da concerto. Noto soprattutto per la sua lunga collaborazione con il direttore Federico Fellini, Rota è uno dei più importanti compositori di colonne sonore. Nato in una famiglia di musicisti, ha scritto una cantata all’età di 11 anni e si è diplomato al Conservatorio di Milano a 19 anni, prima di frequentare il Curtis Institute. Una delle sue colonne sonore più famose è quella del film The Godfather, diretto da Francis Ford Coppola. La serie ha tre film e racconta la storia di una famiglia mafiosa di New York guidata da Don Vito Corleone. I film seguono le minacce che la famiglia deve affrontare e le vicende del figlio di Vito (Michael), inizialmente idealista e desideroso di rifiutare gli affari di famiglia. Alla fine, però, Michael prende il posto del padre a capo dell’organizzazione. Il secondo film racconta anche la storia del percorso di Vito da povero immigrato a potente boss mafioso. 

La suite di Rota, arrangiata da Nicolai Abrahamsen e Martin Nygård Jørgensen, ha cinque parti, tutte temi tratti dal film. La prima sezione è “The Godfather Waltz.” Il tema principale del film, il valzer inizia con un malinconico assolo di tromba. La melodia si ripete spesso, suggerendo le richieste incessanti dell’azienda di famiglia. La melodia è spesso suonata da uno strumento solista, catturando la solitudine di Vito. Nella seconda iterazione della melodia, alla tromba si aggiungono un mandolino e una melodica, strumenti non molto comuni in un’orchestra. Il mandolino in particolare aggiunge un tocco pastorale e popolare al brano, riflettendo le origini siciliane di Vito. 

La prossima sezione è il tema di Apollonia. Questo tema è più famoso del tema principale e rappresenta l’amore tra Michael e Apollonia. Viene presentato per la prima volta con il mandolino solista. I due si incontrano in Sicilia, quindi il mandolino è uno strumento appropriato per il loro amore nel mondo sonoro di Rota. Il mandolino è poi accompagnato dalla melodica. I primi due temi sono caratterizzati dall’uso di strumenti solisti e da trame sottili, ma il tema successivo (“The Immigrant”) ci regala finalmente una ricca trama di archi. Il mandolino è comunque presente, a ricordarci da dove viene Vito. 

Un passaggio cromatico del flauto e del vibrafono conduce a una versione più completa del tema dell’amore associato alla relazione tra Michael e Apollonia. La musica nella sezione finale (“End Titles”) ha una chiara inspirazione jazz e include diversi temi del film: il tema di Michael (per la prima volta nella suite), “The Immigrant,” e il valzer. L’ultima iterazione del valzer viene interrotta prima di poter arrivare alla risoluzione, lasciandoci con una domanda senza risposta. 


Menotti, Sebastian: Suite:

Compositore italo-americano Gian Carlo Menotti è particolarmente famoso per le sue opere (spesso con libretti scritti da lui stesso)—un talento che era evidente fin dai suoi primi anni come compositore. Prima di cominciare a studiare al Conservatorio di Milano, Menotti ha già scritto due opere e dopo ha vinto il Premio Pulitzer due volte per due delle sue ultime opere. Il fondatore e direttore del Festival di Spoleto, Menotti ha vissuto a Mount Kisco, New York con il suo compagno di vita Samuel Barber, il suo collega compositore che aveva conosciuto al Curtis Institute.

Nel 1944, Menotti ha scritto il suo balletto Sebastian. La trama racconta la storia di uno schiavo, Sebastian, che si innamora di una cortigiana in una corte italiana. Ma la cortigiana ama, ed è amata da, un principe, le cui sorelle non approvano il loro amore. Le sorelle rubano il velo della cortigiana e lo usano per coprire una statua di lei di cera a grandezza naturale. Il loro piano è quello di trafiggerlo con delle frecce, uccidendo così la cortigiana, ma Sebastian prende il posto della figura per salvarla. La cortigiana e il principe vivono felici e contenti.

Degli undici brani dell’intero balletto, Menotti ne ha estratto sette per la sua suite. Il secondo movimento è una barcarola in forma ternaria. Comincia con i violini e l’arpa, poi i fiati e altri archi entrano. Dopo un assolo per la tromba, una breve transizione riporta alla prima melodia. La coda comincia con la tromba e il flauto piccolo.

Il quinto movimento è la danza di Sebastian. Questo movimento inizia in modo più cupo rispetto al secondo, con la melodia del violoncello. Anche in forma ternaria, una breve transizione nei fiati porta a una melodia più alta nei violini. La coda resta misteriosa e il movimento finisce con degli arpeggi al pianoforte e all’arpa.

Il sesto movimento, la danza della cortigiana ferita, avviene subito dopo che Sebastian si sacrifica per la cortigiana. Il movimento inizia con una nota di fagotto, seguita da una melodia sinuosa al clarinetto e al clarinetto basso. Entra il resto dell’orchestra, poi i fiati suonano un’altra linea sinuosa. Presto il movimento acquista finalmente slancio con un passaggio ritmico degli archi. L’orchestra entra gradualmente, aumentando sia la tensione che il volume. Gli accordi lenti interrompono lo slancio, ma la loro dissonanza mantiene la tensione. Il dolore della cortigiana è evidente in questi accordi. Il tempo accelera con un passaggio veloce dei fiati, gli ottoni e gli archi entrano poco dopo e tutta l’orchestra suona per il finale drammatico.


Respighi, Pines of Rome:

Ottorino Respighi si trasferì a Roma nel 1913 per insegnare al Conservatorio di Santa Cecilia e si innamorò della città. Quell’amore è evidente nella sua Trilogia Romana—tre poemi sinfonici composti tra il 1916 e il 1928 che descrivono diversi aspetti della città. Questi poemi sono pezzi da esposizione per orchestra noti per il loro colore strumentale. Lo stile di Respighi è essenzialmente tardo-romantico con particolari influenze da Nikolai Rimsky-Korsakov e Richard Strauss. Infatti, quando era violista a San Pietroburgo, Respighi prese alcune lezioni, “poche ma molto importanti,” di orchestrazione da Rimsky-Korsakov, che ancora oggi è riconosciuto per la sua abilità in questo campo. Il primo poema sinfonico, Fontane di Roma, è stato composto nel 1916, seguito da Pini di Roma nel 1924 e Feste Romane nel 1928.

Il più eseguito di questa trilogia è Pini di Roma, che, come suggerisce il titolo, utilizza i pini della città come immagine unificante. Respighi ha detto che il pezzo “utilizza la natura come punto di partenza per richiamare alla memoria ricordi e visioni. Gli alberi secolari che dominano in modo così caratteristico il paesaggio romano diventano testimoni dei principali eventi della vita romana.” La prima rappresentazione è stata il 4 dicembre 1924 con Bernardino Molinari alla direzione dell’Orchestra dell’Augusteo a Roma. Il pezzo ha quattro movimenti ed è stato incluso in Fantasia 2000 di Disney.

Il primo movimento è “I Pini di Villa Borghese.” La Villa Borghese è un palazzo costruito nel diciassettesimo secolo famoso per avere uno dei giardini pubblici più grandi di Roma. Respighi descrisse questo movimento: “Giocano i bimbi nella pineta di Villa Borghese: ballano a giro tondo, fingono marce soldatesche e battaglie, s’inebriano di strilli come rondini a sera, e sciamano via.” L’entusiasmo dei bambini è evidente fin dall’inizio: emozionanti fioriture dei fatti e una fanfara di tromba introducono una breve melodia allegra. Respighi dipinge un quadro nella musica: le fioriture dei fiati e degli archi suggeriscono gli anelli della canzona dei bambini (e l’oboe e il clarinetto brevemente citano la melodia), mentre la prevalenza degli ottoni, che spesso suonano ritmi saltellanti, allude alle marce e alle battaglie che i bambini imitano. L’entusiasmo dei bambini viene bruscamente interrotto.

Il secondo movimento, “Pini presso una catacomba,” presenta un soundscape buio e ombroso. Secondo Respighi, “improvvisamente la scena si tramuta ed ecco l’ombra dei pini che coronano l’ingresso di una catacomba: sale dal profondo una salmodia accorata, si diffonde solenne come un inno e dilegua misteriosa.” Gli archi suonano con sordino, creando un’atmosfera misteriosa e i corni suonano una melodia che somiglia a un salmo. Il salmo scende nell’orchestra, suonato da strumenti diversi. Ogni volta che ascoltiamo la melodia, l’atmosfera cambia. Per esempio, quando il flauto lo suona (con il fagotto un’ottava più bassa), l’atmosfera diventa più magica e meno cupa, aiutata dall’aggiunta di accordi arpeggiati di arpa. La versione magica del flauto e del fagotto è eseguita da un assolo prolungato di tromba fuori scena. Il culmine del movimento è in gran parte creato dalla maestria di Respighi nell’orchestrazione. All’inizio della crescita graduale, abbiamo solo i clarinetti, il clarinetto basso, i violoncelli e i contrabbassi. Respighi aggiunge strumenti e il tono e il volume aumentano. Dopo il culmine, tutto discende e il salmo torna.

“I Pini del Gianicolo,” il terzo movimento, descrive uno dei sette colli fuori dai confini della città con panorami spettacolari. Respighi scrisse: “Trascorre nell’aria un fremito: nel plenilunio sereno si profilano i pini del Gianicolo. Un usignolo canta.” Una cadenza di pianoforte introduce un assolo di clarinetto. La parte di Respighi influenzata da Richard Strauss si rivela in questo movimento. La melodia travolgente del violino, il ricco cromatismo e i rapidi accompagnati dei fiati, dell’arpa, del pianoforte e della celesta sembrano usciti da un brano di Strauss. In questo movimento, Respighi usa il canto preregistrato dell’usignolo, uno dei primi esempi di utilizzo dell’elettronica in un’orchestra.

Finalmente, abbiamo “I Pini della Via Appia.” La Via Appia è la grande strada che fu importante per garantire e mantenere il potere durante l’Impero Romano. Il compositore descrive questo movimento nelle sue note di programma: “Alba nebbiosa sulla via Appia. La campagna tragica è vigilata da pini solitari. Indistinto, incessante, il ritmo di un passo innumerevole. Alla fantasia del poeta appare una visione di antiche glorie: squillano le buccine ed un esercito consolare irrompe, nel fulgore del nuovo sole, verso la via sacra, per ascendere al trionfo del Campidoglio.” Respighi imposta questo movimento su un tempo marziale, ma il carattere militaristico non è evidente fin dall’inizio di questo movimento. Il movimento cresce, e lungo il percorso il corno inglese ha un assolo sinuoso. Qui abbiamo le buccine. Le buccine sono antichi corni romani, ma Respighi acconsentì a che queste parti fossero suonate con i flicorni. Tutto culmina nel finale drammatico, con gli ottoni che conducono l’orchestra alla gloria. Non si può fare a meno di pensare che se Respighi fosse nato un po’ più tardi sarebbe diventato un grande compositore di colonne sonore.

Conductor

Praised for her dynamic, passionate conducting style, Taiwanese American conductor Mei-Ann Chen is acclaimed for infusing orchestras with enthusiasm and high-level music-making, galvanizing audiences and communities alike. Newly named Artistic Advisor for Springfield Symphony Orchestra beginning fall 2024, since 2011 she has served as Music Director of the MacArthur Award-winning Chicago Sinfonietta; her contract has been extended through the end of the 2028-2029 season. Chen has been Chief Conductor of Austria’s Recreation – Grosses Orchester Graz at Styriarte since fall 2021 following two seasons as the orchestra’s first-ever Principal Guest Conductor, making her the first female Asian conductor to hold this position with an Austrian orchestra. She has served as the first-ever Artistic Partner of Houston’s ROCO since 2019, and since 2022, as an Artistic Partner with Northwest Sinfonietta (WA).

Highly regarded as a compelling communicator and an innovative leader both on and off the podium she has appeared with distinguished orchestras throughout the Americas, Europe, Taiwan, The United Kingdom, and Scandinavia, and continues to expand her relationships with orchestras worldwide (over 150 orchestras to date). Honors include being named one of the 2015 Top 30 Influencers by Musical America; the 2012 Helen M. Thompson Award from the League of American Orchestras; the 2007 Taki Concordia Fellowship founded by Marin Alsop; and 2005 First Prize Winner of the Malko Competition (she remains as the only woman in the competition history since 1965 to have won First Prize), and ASCAP awards for innovative programming.

Orchestra Roster

First Violin
Masako Yanagita, Concertmaster (Physicians’ Fund Chair)
Marsha Harbison, Assistant Concertmaster (Raymond E. & Mildred G. Clark Chair)
Robert Lawrence
Martha McAdams
Romina Kostare (Massachusetts Fire Technologies, Inc. Chair)
Ira Morris
Kathy Andrew
Mitsuko Suzuki
Miho Matsuno
Jennifer Hillaker
Yuko Naito-Gotay

Second Violin
Beth Welty, Assistant Principal
Julie Marden
Lori Everson
Joyce Ryu
Jean Gress
Anne-Marie Chubet
Krzysztof Gadawski
Ani Gregorian Resnick, leave of absence
Lu Sun Friedman
Viktoria Tchertchian

Viola
Ronald Gorevic, Principal
Delores Thayer, Assistant Principal
Carol Hutter
Elizabeth Rose
Dani Rimoni

Cello
Emily Taubl, Principal
Aron Zeklowicz, Assistant Principal
Richard Mickey
Karen Wilson
Joel Wolfe
Boris Kogan
Yoonhee Ko

Bass
Alexander Svensen
Joel Meginsky
Julianne Russell, leave of absence

Flute
Ann Bobo, Principal
Ellen Redman

Piccolo
Ellen Redman

Oboe
Nancy Dimock, Principal
Karen Hosmer (Grace A Kellogg Chair)
Grace Shryock

English Horn
Grace Shryock

Clarinet
Christopher Cullen,­ Principal
Lynn Sussman
John Friedrichs

Bass Clarinet
John Friedrichs

Bassoon
Yeh-Chi Wang Principal
Shotaro Mori

Horn
Lauren Winter, Principal
Robert Hoyle
Sarah Sutherland
Matthew Muehl-Miller, leave of absence

Trumpet
Thomas Bergeron, Principal
Gerald Serfass
Dana Russian

Trombone
Brian Diehl, Principal
Paul Bellino
Glenn Mayer

Timpani
Martin Kluger, Principal

Percussion
Nathan Lassell, Principal
Robert McEwan

Co-Librarian
Jean Gress
Rocío Mora

Production Manager
Gregory Jones

Personnel Manager
Renato Wendel

Youth Orchestra Roster

First Violin
Cathy Chang- Hadley, 12th grade, Pioneer Valley Chinese Immersion School
Emma Carvalho—Hadley, 11th grade, homeschool
Anisa Turku- Amherst, 12th grade, Amherst-Pelham Regional High School
Milo Goffredo- Amherst, 11th grade, Amherst-Pelham Regional High School
Rhys Prindle- Amherst, 10th grade, Amherst-Pelham Regional High School
Delylah Rivera- Amherst, 9th grade, Amherst-Pelham Regional High School

Second Violin
Natalie Morosanu- Simsbury, CT, 8th grade, Henry James Memorial School
Hadden Kim- Amherst, 10th grade, Amherst-Pelham Regional High School
Bruce Coler- Amherst, 8th grade, Amherst Middle School
Daniel Lam- Longmeadow, 9th grade, Longmeadow High School
Derek Scotera- Greenfield, 9th grade, Greenfield High School

Viola
Madin von Shoeler-Ames- Williamsburg, 12th grade, Homeshool

Cello
Alex Scotera- Greenfield, 12th grade, Greenfield High School
Julian Lee-Choi- Amherst, 10, Pioneer Valley Chinese Immersion School
Charles Hopton- Amherst, 11th grade, Amherst Regional High School
Ben Niemiec- Westfield, 11th grade, Pope Francis Preparatory School

In Memoriam

The Springfield Symphony Orchestra honors Ron Weiss, beloved board member and steadfast advocate who dedicated decades of leadership to our orchestra. A gifted violinist who served as a concertmaster of the All-State Orchestra in his youth, Ron continued his lifelong love of music by performing with the Pioneer Valley Symphony until his final days. His tireless commitment to the arts and his community earned him the prestigious Pynchon Medal. Ron’s passion for music, mentorship, and unwavering support will be deeply missed.

Leo Kenen: We remember with gratitude Leo, a proud member of the Springfield Symphony Orchestra for nearly 40 years, where he shared his artistry as a dedicated musician and colleague. After retiring, he and his family moved to Venice, Florida, where his love of music continued as 1st Bassoon with the North Port Symphony. Remarkably, he performed in his final concert on March 30, leaving a legacy of passion, dedication, and music that will long be cherished.

Lynn Klock, saxophonist and former bass clarinetist with the Springfield Symphony Orchestra, died quite unexpectedly this past August of heart failure. A graduate of the University of Michigan, he was Professor of Saxophone at the University of Massachusetts from 1980 until his retirement in 2014. He gave his Carnegie Recital Hall debut in 1978 and was a frequent guest artist and clinician across the US and abroad. His recordings include both standard works for the classical saxophone and some of the nearly 100 new compositions written for and dedicated to him. A consummate performer, a demanding but generous teacher and mentor, and the head of a loving family, Lynn was also an avid golfer, an enthusiastic model railroader, and a farm boy at heart. He made friends easily and is remembered for his welcoming smile and positive warmth. Lynn and his wife of 50 years, hornist Laura Klock, have been part of the SSO family since 1974 and have shared many good times in this wonderful community.

Donors (June 1, 2024 through October 1, 2025)

The Springfield Symphony Orchestra would like to thank the following supporters for their generosity. These contributions not only bring people together to enjoy the power of music but also help us share this vibrant tapestry with the community. To update your name below or to learn more about investing in the future of music by contributing, contact Kati Hensel at khensel@springfieldsymphony.org or (413) 733-0636 x4.

MAESTRO’S CIRCLE
The Beveridge Family Foundation, Inc.
Bob & Roberta Bolduc & Hope for Youth & Families
Rainbow the Cat Foundation
Gladys W. Cole Charitable Trust
The Irene E. & George A. Davis Foundation
Dr. Paul Friedmann
David L. Gang & Roberta Hillenberg-Gang
Harold Grinspoon Revocable Trust
Dr. William & Marsha Harbison
Grace C. Jordan Trust
Ronnie Leavitt
Kathleen Lovell
Music Performance Trust Fund
Robyn Newhouse Charitable Fund
The Pappas Family Charitable Fund
Cesar Ruiz Jr. & Lillian Ruiz
Starr Fund
Lyman & Leslie Wood
One Donor Wishes To Remain Anonymous

CONDUCTOR’S CIRCLE
Gudrun Deex
Bruce E. Docherty & Karen A. Kroll Memorial Fund
James McEathron
Richard & Lucy Pinkos
Janet & Ronald* Weiss
One Donor Wishes To Remain Anonymous

VIRTUOSO
Kevin Atkinson
Arthur H. & Barbara M. Clarke Fund
First Tracks Fund
John & Linda* Glenn
David & Shelly Gottsegen
Patricia Hallberg
May Family Charitable Trust
Rodolfo Parra
Mark & Julie Pohlman
Michael Sorrell
One Donor Wishes To Remain Anonymous

CRESCENDO
Linda Ahern
George Arwady
Vera Baker
Dawn Barkman
Michelle Bergeron-Palmer
Sheila Bolduc
Susan C. Brown
Priscilla & C.W. Carter Fund
Mei-Ann Chen
Elizabeth & Philip Contant
Thomas & Nancy Creed
Stewart E. Creelman
Elizabeth & Charles D’Amour Family Fund
Mr. & Mrs. John H. Davis
John D. DeWeese
Dianne & Paul* Doherty & Family
George Drake & Roberta Lombardi
Barbara Elkins
Mr. & Mrs. Alan R. Fridkin
Mark S. Fuller
Ken & Karen Furst
Marcia Haas
Stephen & Daphne Hall
John & Gloria Hazen
Marguerite E. Horn
Jewish Endowment Foundation of Western Massachusetts
Gale & Robert Kirkwood, MD
Therese LaPierre
Eva Lohrer
Charles & Shirley Mannheim
Christopher & Susan Mastroianni Foundation
Sarah Mitchell
William & Susan Monks Fund for the Arts
Alan B. Munro, MD & Martha Doktor-Munro
Sarah A. Murray
Richard J. Perry, Jr.
Evan Plotkin
Lois N. Prescott
Luce & James* Reiss Charitable Fund
James & Marcia* Rintoul
Paul Robbins
Erik & Joanna Rosenthal
The Hugo Roth Family Fund
Michael Schaefer & Heide Bruegmann
Mark & Barbara Veale Smith
Bernard Spirito
Eric & Elizabeth Stahl
Ken Stark
Peter Stasz
Mark & Deborah Teed
Gregory Virgilio
Peter Weston
Two Donors Wish To Remain Anonymous

ENSEMBLE
Robert Abel & Daniel Sheehy
Drs. Stuart & Michelle Anfang
Wayne & Marybeth Bergeron
Jeffrey Birth
William Bofenkamp
Mr. & Mrs. Stephen R. Bosworth
John & Pam Chandler
Yek Cheng
Robert Cherdack
Donald & Lisa Crouser
Steven & Amy Dane
Teddy Desloge
Doherty Deliso Family Giving Fund
Candy & Dr. Stanley Glazer
Sheila Goggin & Tim Sheehan
Douglas & Mary Guyett
Lawrence & Barbara Gwozdz
Mary Anne Herron
James Johnson
Ken & Carol Kinsley
Linda Lankowski
Rev. Dr. Robert Loesch
Robert S. McCarroll
Martin & Brenda Miller
Vivian Miller & Cary Dash
Gay Miltenberger
Linda Cardillo Platzer & Stephan Platzer
Audrey H. Rich
Judith A. Roberts
Dean & Mary Rogeness
David & Elsa Rosenak
William Schoenborn
Russell Seelig
James F. Sullivan
Peter & Abigail Thomsen
Caroline B. Toner
David F. Woods
Three Donors Wish To Remain Anonymous

PATRON
Steven J. & Carolyn L. Adair
Andy Balder & Cynthia Sommer
Eric & Judy Bascom
Madge Briggs
Heather Caisse-Roberts
Walter Carroll
Melvin & Elizabeth Chafetz
Arthur Colling
Eleanor Cress
Sherry Dickerman
Christine Dingler
Marjorie Dunehew
Joseph & Marie Flahive
Richard & Ellen Freyman
Gail Holt
Dusty & Mary Lou Hoyt
Catherine Labine
Christopher & Erika LaChance
Jeffrey H. & Sharon A. Mandell
John M. Meiklejohn
Aaron Mendelson & Annette Lerner
Elaine & Thomas Mitchell
David Schneider & Klara Moricz
Benjamin Murphy
James & Roberta Orenstein
Daniel & Carol Parrish
Thomas & Barbara Pilarcik
Lee Pouliot & Nathan Macedo
Drs. Kyle & Marsha Pruett
Larry & Jean Rankin
Eric H. Roth & E. Anne Werry
Steven & Anne Samuels
Margaret & Martin Schoenemann
Scott & Mary Seifel
Yeshvant & Jean Talati
Edward Welsh
Roger & Maria Williams
Three Donors Wish To Remain Anonymous

FRIEND
Anne M. & Ralph F. Abbott, Jr.
David C. Jones & Jean E. Aldrich-Jones
Samantha Bakker-Norton
Steve Balcanoff
Violet Baldwin
Ruth R. Barney
Richard & Patricia Barry
The Reverend Michael F. DeVine & Mariana Bauman
Ron & Carol Berger
David & Iris Berkman
Maxine Bernstein
Kathleen Black
Francis & Mary Bogdanowicz
Susan Boraski
John & Nancy Brady
Lin Bredenfoerder
Dennis R. Bromery & Dr. Linda L. Marston
David P. & Carol Ann Brown
Barbara Burati
Robert & Joan Butler
Myrna B. Butler
Frances Cameron
Cynthia & Robert Campbell
Margaret Canning
Ann M. Carey
Geoffrey Ching
Pamela Coe
Lauren Cohen
Kathryn Coulombe
Susan Cramer
Judi Crowell
Christopher S. Daly
Al & Ann DeMaio
Jay R. Ducharme
Janet & John Egelhofer
Therese & Peter Eiff
Helen Engeseth
Helen K. Gallivan
Wayne D. & Marilyn T. Gass
Galina Gertsenzon
Charles & Brenda Gibson
Jeanette W. Gilmartin
Dr. & Mrs. Vincent Guardione
Kristina Guerin
Roger & Dorothy Haley
Janice Hargis
Marsha S. Hassett
E. Virginia Hebert
Matt & Kati Hensel
Attorney & Mrs. Michael Hirshberg
Judy & Ted Ingis
Paula & Barry Izenstein
Stanley & Barbara Jo Jackson
Elizabeth G. Johnson
Jay Kilbourn
Erik & Diane Kjeldsen
Martha Klein
Elaine Korhonen
Ronald & Kathleen Korza
Richard Kowalski
Paul & Cynthia Lambert
John N. Landis, MD
Jane Landon
Juan F. Latorre, III
Gregory Leet
Stephen & Joan Levine Family Fund
William Levine
Scott deWolski & Rachel Likover
Farnsworth Lobenstine
Cecilia Lopez
William Macanka
Catherine MacGovern
Zach McGaugh
Jade McKane
Margaret McLennan
Angelika I. Melien & David Giza
Nelson Meredith
M. Elva Merry
James Meyer
Dr. Charlotte Miller
David H. & Arlene C. Miller
Stephen Moore
Michael Moran
Ira Morris & Pam Reit
James & Elke Mueller
Ronald & Ronnie Nadel
James Nelson
Sandra J. Noonan
Debra Olsen
David Ostrander
Jodi Page
Robin Parsons
Lawrence D. Picard
Mr. & Mrs. John E. Pietras
E.E. Pomeroy & D.A. Brousseau
Stephen Posner
Frances Prescott
Jane & Leonard Provost
John Ramsburgh
Paul & Sharon Raverta
Wallis & Cornelia Reid
Harold & Sally Ann Resnic
The Rev. Cristine & Mr. Bruce Rockwell
Thomas & Margot Rowland
Richard* & Susan Roznoy
Daniel & Nancy Rubenstein
Patrick & Karen Sabbs
David G. Sacks
Heather Sankey
Ute Schmidt
Mary Ellen & Roy Scott
C. Stephen & Karen Sheffield
Jewel M. Slepchuk
Sheri Spunt
Christopher Steger
Shirley Steiner
Thaddeus & Judith Strzempko
Harlan Sturm
Mary Jeanne Tash
David Taupier
Elaine & James Tourtelotte Charitable Fund
Cynthia A. Tricinella
Robert & Patricia Triggs
Peter Van Pelt
Elizabeth & David Varner
Michael & Dawn Vitale
John Walber
Bridget & John Wcislo
Dudley & Judith Williams
Nancy & John Wilson
Barbara Wright
Jonathan & Margaret Wright
Shelley Ziebel
Five Donors Wish To Remain Anonymous


MEMORIAL AND HONORARY CONTRIBUTIONS

In Honor of Matt Bertuzzi for the Jacob Z. Robinson Memorial Fund
Ina & Rich Werman

In Honor of Richard J. Perry, Jr.
Frances Gengle Keenan

In Honor of Leonard and Adrienne Plotkin
Michael Plotkin

In Memory of Laura Broad
Peter & Kathleen Andrew
Elaine & Roye Ginsberg

In Memory of Jacqueline Dickstein
George Dickstein

In Memory of Joyce Dintzner
Kevin & AnnMarie Briggs
Amy Dickenson
David & Margaret Doe
Risha Foulkes
William Hynes
Joe & Connie Kelly
Melissa Michalek Luman
Julie O’Connor
Deborah Pighetti
Delores Scott
Abigail & Michael Veshia
Lynn Wallace
One Donor Wishes To Remain Anonymous

In Memory of Ellen K. Landis
John N. Landis, MD

In Memory of Tom Magill
Wendy Fisher
David L. Gang & Roberta Hillenberg-Gang
A. Stuart Hanson
Michael & Jean Lane
Marjorie Magill
Barb & Kevin Nekula
Penny Rogers
Arthur & Amy Sher

In Memory of Mary Jane McMahon
Priscilla Anthony
Richard Lussier

In Memory of Jeanne Murdock Tripp
David Tripp

In Memory of Thomas Race
Elise & Glenn Caldarola
Chris Cronin
Barbara & Gerald Davis
Jan & Mike Flynn
Robert Hoffman
Kathleen Kelleher
Patricia Manferdini
Margo & James Manning
Mary McDonough
Roger & Judy Pietras
The Schaller Family
Elaine & James Tourtelotte Charitable Fund
One Donor Wishes To Remain Anonymous

In Memory of Barbara Spallino
One Donor Wishes To Remain Anonymous

In Memory of C. David Trader
Jean Trader

In Memory of Ronald Weiss
Robert Atkinson
Terry Atkinson
Heather Caisse-Roberts
Michael & Trina Cardello
Thomas & Nancy Creed
Dianne & Paul* Doherty & Family
Jim & Gillian Duda
David L. Gang & Roberta Hillenberg-Gang
Candy & Dr. Stanley Glazer
The Hugo Roth Family Fund
Nicole Illouz
Jenny Kahn & Family
Paul Lambert
Ellen J. Levine
Margaret & Paul Mantoni
Daniel P. Murphy, Jr. & Anna Whitton
Mary & Dean Rogeness
Thomas & Margot Rowland
Ed & Liliane Schneider
Mary Ellen & Roy Scott
Irene Sergentanis
Northeast Contractors, Inc./Sergentanis Family
Michael Sorrell
Richard & Bobi Steingart
Jerry & Jacqueline Stolzenberg
Delores Thayer
Elaine & James Tourtelotte Charitable Fund
Roger & Barbara Wojcik
One Donor Wishes To Remain Anonymous

*Deceased

Corporate Support

Special thanks to these businesses for their generous support. They have contributed to making the magic of music happen in a variety of ways. From being a season supporter or placing a program ad to making a Musical Petting Zoo happen, there are a variety of ways these organizations showed their love for music and their community. If your company would like more information on ways to give back, contact Kati Hensel at khensel@springfieldsymphony.org or (413) 781-5343.

6 Bricks
Amherst Oyster Bar
Balise Automotive Group
Chicopee Cultural Council
City of Springfield
The Colvest Group
Commonwealth of MA
Commonwealth Pathways
Country Bank
Falcetti Pianos
Flowers, Flowers
Glenmeadow
Loomis Communities
M&T Bank
M&T Charitable Foundation
Marriott Springfield Downtown
Massachusetts Cultural Council
MassMutual
MGM Resorts Springfield
Monson Cultural Council
NAI Plotkin
Paul L. Mancinone Company, PC
Paul Robbins Associates, Inc.
Peoples Bank
Protocol Restaurant
The Republican / MassLive
Rosewood Consulting, Inc.
Shatz, Schwartz And Fentin, P.C.
Sheraton Springfield Monarch Place
State Of Massachusetts

Board of Directors

Michael Nock, Interim Chair
Dr. Michael Sorrell, Interim Vice Chair
Paul Friedmann, MD, Immediate Past Chair
Margaret Mantoni, Treasurer
Attorney Ronald Weiss, Clerk
Tony Falcetti, Immediate Past Chair
Maurice Powe, Clerk
Bernard Spirito, Treasurer
Marsha Harbison, Orchestra Representative
Andrew Cade
Evan Plotkin
Gary Bernice
Xiomara DeLobato
Kyle Homstead

SSO Staff

Heather Caisse-Roberts, President & CEO
Renato Wendel, Director of Operations & Artistic Transition Lead
Rocío Mora, Youth Orchestra Manager & Co-Orchestra Librarian
Andrea Dmuchovsky, Business Manager
Nikki Stoia, Director, Springfield Symphony Chorus Director
Chiara Sinigaglia, Marketing Manager
Kati Hensel, Philanthropy Manager
Sue Mirolli, Box Office and Finance Manager
Jonathan Lam, Conductor, Springfield Youth Orchestra
Matthew Bertuzzi, Conductor, Springfield Youth Sinfonia
Capella Sherwood, Conductor, Springfield Youth Camerata
Gregory Jones, Production & Stage Manager

Max Jordan, Education & Youth Programs Manager
Jean E. Gress, Orchestra Librarian
Jennifer Higgins, Grant Writer
Samantha Tripp, Production Assistant & Orchestra Archivist